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Coronavirus: vietate le lezioni in presenza per gli enti di formazione continua

  • 13.03.2020

Venerdì il Consiglio federale ha vietato le lezioni in presenza di scuole, università e altri istituti di formazione fino al 4 aprile. Ciò vale anche per gli istituti di formazione continua pubblici e privati. La FSEA interverrà presso la Confederazione in merito alle conseguenze economiche.

Venerdì 13 marzo il Consiglio federale ha annunciato ulteriori misure drastiche per combattere il coronavirus, che riguardano anche la formazione continua. Fino al 4 aprile sono vietati tutti i corsi di formazione in presenza presso scuole, università e altri istituti di formazione. Secondo la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione SERFI, questo divieto vale anche per gli istituti di formazione continua pubblici e privati.

Deroghe
Secondo le note esplicative dell'ordinanza del Consiglio federale, i Cantoni possono concedere deroghe al divieto se esiste un interesse pubblico superiore e se gli enti formatori presentano un piano di protezione (art. 7).

Impatti economici

Le misure adottate avranno gravi conseguenze economiche per gli istituti di formazione continua. La FSEA presenterà alla Confederazione un elenco di richieste per attenuare il più possibile queste conseguenze. La FSEA invita pertanto gli enti di formazione continua a riportarle la loro situazione. Le informazioni possono essere inviate a medien@alice.ch.

Il Consiglio federale mette a disposizione delle imprese fino a 10 miliardi di franchi come aiuti immediati all’economia. Ha anche promesso di sostenere i liberi professionisti. La FSEA chiarirà inoltre in che misura i formatori freelance possono beneficiare delle misure di sostegno della Confederazione.

Per il breve termine, la FSEA raccomanda agli enti di formazione interessati dalle misure di verificare se hanno diritto a un'indennità per il lavoro ridotto per i loro dipendenti a tempo indeterminato. Come ha annunciato il Consiglio federale, le condizioni quadro devono essere allentate. Secondo la SECO, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:

  • il rapporto di lavoro non è stato disdetto (art. 31 cpv. 1 lett. c LADI)

  • la perdita di lavoro è probabilmente temporanea ed è presumibile che con la diminuzione del lavoro potranno essere conservati i posti di lavoro (art. 31 cpv. 1 lett. d LADI)
  • il tempo di lavoro è controllabile (art. 31 cpv. 3 lett. a LADI)

  • per ogni periodo di conteggio, la perdita di lavoro è di almeno il 10 per cento delle ore di lavoro (art. 32 cpv. 1 lett b LADI)

  • la perdita di lavoro non è dovuta a circostanze rientranti nella sfera normale del rischio aziendale (art. 33 cpv. 1 lett. a LADI).

Effetti sul sistema FFA

Ordinanza 2 sui provvedimenti per combattere il coronavirus

Bild: CDC via AP