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Un’App contro i debiti

  • 08.03.2018

Lo shopping online è un gioco da ragazzi. Ma anche per il risparmio i canali digitali possono aiutare. Martin Abele, capo del dipartimento di consulenza in materia di debiti di Caritas Svizzera spiega l’importanza dell’App «Caritas My Money».

Testo tradotto: Intervista di Philipp Schüepp

Signor Abele, quando si tratta di gestire le finanze, vede internet come rischio o opportunità?

Ci sono molte offerte allettanti in internet che possono essere acquistate senza contante. I pagamenti con la carta di credito o a rate sono però debiti. Si consuma sempre più prima che il pagamento sia affettivamente effettuato. Di conseguenza molte persone perdono di vista la spesa effettiva. Ma per la prevenzione internet può anche essere una chance. È un buon media per diffondere le informazioni e può essere utilizzato anche a fini formativi.

Con «Caritas My Money» avete sviluppato un App, che tocca questo secondo aspetto. In internet spendere soldi è molto facile. Quanto è facile risparmiare soldi con questa App?
Con l’App non si risparmia direttamente ma aiuta ad avere una visione d’insieme delle vostre finanze e a suddividerle. L’App è soprattutto uno strumento d’apprendimento.


Managing Money: una migliore gestione del danaro grazie alle App

Il 20 marzo 2018 a Zurigo, Martin Abele presenterà l’App, il suo utilizzo e il suo potenziale come strumento di apprendimento nel corso di un evento gratuito proposto dalla FSEA. Maggiori informazioni si possono trovare qui.

Come avviene l’apprendimento?

Gli utenti imparano come allocare i loro soldi in modo che le loro esigenze possano essere soddisfatte. Le voci più frequenti di entrate e uscite sono predefinite nell'App, ulteriori singole voci possono essere aggiunte manualmente. Si opera inoltre una distinzione tra spese fisse e variabili. In questo modo si impara come funziona un processo di creazione di budget, molto pratico e con un forte riferimento alla propria situazione. Ad esempio, accantonamenti per pagare tasse o le ferie possono essere pianificati per una certa data di scadenza e quindi il denaro può essere utilizzato specificamente per coprire i costi. Inoltre, è possibile accedere alle "10 regole d'oro" e numerosi consigli sul denaro.

L’App è piuttosto un mezzo per prevenire i debiti?

Sì, è chiaramente il nostro primo obiettivo. L'App facilita la panoramica delle vostre finanze. In questo modo, contribuisce a un processo di apprendimento nel budgeting. In questo modo, i giovani in particolare, possono apprendere quali sono le spese che li riguardano e come possono e devono prepararsi.

L’App si concentra specificatamente su un gruppo target più giovane?

Abbiamo sviluppato "Caritas My Money" specificamente per i giovani, dato che supponiamo che i giovani in particolare rispondano particolarmente bene a questo media. Oggi, l'App è utilizzata in particolare per lezioni che trattano aspetti finanziari a livello di scuola secondaria e professionale (Sec I e II). Ma l'App è utilizzabile per tutte le età.

Quante volte è stata scaricata?

Dal suo rilascio nel marzo 2014, l'applicazione è stata scaricata oltre 14’000 volte. Nel 2017 ci sono stati 4.452 download e la curva è ancora in aumento. Il picco massimo è in gennaio, quando molte scuole professionali discutono il tema delle finanze.

I giovani oggi sono particolarmente toccati dei debiti?
Il problema del debito attraverso il consumo colpisce sempre più i giovani. Hanno ancora pochi soldi e meno esperienza nella gestione, ma sono esposti alle stesse tentazioni degli adulti. Vi sono anche vincoli quali la pressione di gruppo. È importante dimostrare loro che dispongono di risorse limitate e richiamare la loro attenzione sui rischi in tempo utile. In linea di principio, tutti i gruppi di popolazione possono incorrere in un sovra indebitamento. Il rischio più elevato è compreso tra 30 e 50 anni. In questo lasso di tempo si verificano più spesso cambiamenti di vasta portata, come la perdita del posto di lavoro, il cambiamento del posto di lavoro, il divorzio o le malattie, che possono mettere in difficoltà le persone.

In queste situazioni basta un’App?

Fondamentalmente no. Se il debito diventa un problema, è necessario un consulto personale con uno specialista. Qui viene redatto un rapporto sul grado di indebitamento e sulle entrate e le spese. Si tiene conto anche della situazione sociale e sanitaria delle persone colpite. Poi viene elaborato un piano di risanamento o si aiuta la persona ad affrontare la vita con debiti.

Nella consulenza in materia di debiti gli adulti imparano anche ad adattarsi e ad affrontare una nuova situazione di vita. I consulenti in questo ambito si ritengono anche formatori di adulti?

Penso che i consulenti in materia di debiti sono in prima linea coach che aiutano le persone a tenere sotto controllo i loro problemi finanziari.

Quali competenze occorre avere? 

La maggior parte dei consulenti in materia di debito ha ricevuto una formazione nell’ambito dell’assistenza sociale. Occorre risolutezza, resilienza, capacità negoziali e competenza sociale. Devono essere in grado di creare fiducia nelle persone in una situazione difficile, in modo che possano lavorare con loro e parlare apertamente. Inoltre, vi sono naturalmente competenze specifiche sia in campo finanziario che giuridico.

L’aspetto pedagogico resta dunque sullo sfondo? 

Questo è il caso dell'effettiva consulenza in materia di debito. Tuttavia, ci sono molte organizzazioni che svolgono un lavoro preventivo offrendo eventi, corsi e workshop. È qui che l'idea di formazione entra in gioco.

La maggior parte delle persone colpite vi contatta se si trovano in situazione di emergenza. Come le affrontate? 

Questo è il nostro lavoro quotidiano. Le persone di solito non ci contattano fino a quando non sono indebitati fino al collo. Si tratta prima di ascoltare la richiesta e poi di affrontare il problema passo dopo passo in modo individuale e professionale. Si può sempre aiutare. La questione è se le persone possano essere liberate dal debito. In realtà, spesso questo non è possibile per le persone con debiti elevati e redditi bassi. Si tratta di mostrare come vivere con il debito senza farne di nuovi.

In che misura le persone interessate si affidano all’App di Caritas?

L’App non è ancora così comune nella vita di tutti i giorni. Oggigiorno la maggior parte delle persone si affida ancora a mezzi cartacei, come un quaderno, per la pianificazione di bilancio e per l’annotazione dei pagamenti in entrata e in uscita.

Qual è il motivo?

Credo che questo sia dovuto al fatto che la maggior parte delle persone non è ancora abituata a prendere il proprio telefono cellulare e segnare ogni uscita. Ma anche questo cambierà. Fino a poco tempo fa, era impossibile immaginare che le persone scansionassero i prodotti e li pagassero direttamente con il cellulare. A causa di questo sviluppo, posso ben immaginare che l'App diventerà di tendenza.

"Die App ist in erster Linie ein Lerninstrument", sagt Martin Abele, Leiter der Fachstelle Schuldenberatung der Caritas Schweiz (Bild: zVg)