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Garantire la pluralità della formazione continua anche dopo l’emergenza COVID-19

  • 15.04.2020

In un articolo pubblicato su Ticinonews Paolo Ortelli, presidente della Conferenza della Svizzera italiana per la formazione continua degli adulti CFC, esprime le preoccupazioni del settore della formazione continua in Ticino e in Svizzera in merito all’emergenza dettata dal diffondersi del nuovo Coronavirus.

La crisi dettata dal diffondersi del nuovo Coronavirus (Covid-19) e le misure definite dalla Confederazione, per cercare di far fronte questa “situazione straordinaria”, stanno mettendo a dura prova la popolazione e l’economia svizzera.
I provvedimenti decretati purtroppo stanno avendo un forte impatto anche sul settore della formazione continua. La situazione di emergenza sta mettendo in grave difficoltà gli istituti di formazione continua di tutte le dimensioni e livelli: dai singoli formatori indipendenti, agli istituti di formazione di medie e grandi dimensioni, non risparmiando le scuole universitarie che offrono corsi di formazione continua.

Il divieto di organizzare corsi di formazione in presenza sta portando tutti gli operatori del settore a confrontarsi con importanti perdite di fatturato. Le misure lodevoli e importanti messe in atto per l’intera economia da Confederazione e Cantoni, come le indennità per lavoro ridotto, permetteranno di coprire solo una parte dei costi salariali sostenuti per le attività di formazione che non hanno avuto luogo.

Ma cosa succederà dopo l’abrogazione del divieto di erogare lezioni in presenza? Questi aspetti legati a una ripresa assai lenta che potrà durare anche anni, mettono l’intero settore a confrontarsi con problematiche simili, ad esempio a quelle delle attività commerciali o della ristorazione, perché è indubbio, che l’intero settore della formazione continua, dovrà affrontare una contrazione significativa della domanda.

Le misure di riduzione dei costi che molte aziende dovranno mettere in atto in risposta alla crisi probabilmente andranno a toccare tra i primi, proprio gli investimenti nella formazione.
Cosi come, per gli utenti privati, le sensazioni d’incertezza e paura legate al diffondersi del virus, influenzano negativamente la pianificazione delle attività future di formazione continua, anche in questo ambito il settore si aspetta una ripresa lenta che potrà durare anche più anni dopo la fine delle restrizioni.

Come se non bastasse, sono molte le istituzioni che in questa emergenza hanno dovuto affrontare investimenti controtendenza, volti a permettere di continuare, almeno in parte, a offrire delle attività di formazione adattando strutture, programmi, modalità e corsi all’apprendimento in forma digitale.

A fronte di questo quadro molto delicato e preoccupante ecco che la Conferenza della Svizzera italiana per la formazione continua degli adulti CFC si unisce alla Federazione svizzera per la formazione continua FSEA e a tutte le maggiori organizzazioni di formazione a livello nazionale, che hanno espresso pubblicamente la loro grande preoccupazione. Affinché, in questa emergenza, non ci si dimentichi del vitale settore della formazione continua, caratterizzato da una forte presenza di piccoli e micro istituti di formazione e formatori indipendenti che vedono la propria esistenza gravemente minacciata.

Il rischio d’indebitamento e di fallimento di molti istituti e liberi professionisti è ancora più concreto in un Cantone come il Ticino dove, malgrado la dinamicità del settore, il particolare contesto demografico e socioeconomico condiziona pesantemente i margini di manovra degli enti di formazione di tutte le dimensioni, siano essi pubblici o privati.

Ecco quindi, e questo è il messaggio che si sta promuovendo a livello nazionale come, per scongiurare un pericoloso impoverimento del panorama della formazione continua in Svizzera e in Ticino, la Conferenza della Svizzera italiana per la formazione continua degli adulti CFC ritiene indispensabile da parte di Confederazione e dei Cantoni:
-    sostenere con aiuti immediati sotto forma d’indennità gli enti e i lavoratori del settore
-    promuovere la digitalizzazione dell’offerta
-    sostenere la domanda, con un programma di promozione, concertato con le organizzazioni formative e orientato ad incoraggiare la popolazione a riprendere le attività di formazione continua, siano esse in forma digitale o, appena possibile, anche in presenza.

Il futuro e il rilancio di qualità dell’intera economia non potranno fare a meno di una nuova e performante formazione continua.
Perché come da sempre amiamo ricordare, solo “Chi si forma non si ferma!”


Paolo Ortelli
Presidente, Conferenza della Svizzera italiana per la formazione continua degli adulti CFC

Articolo pubblicato su Ticinonews il 15.04.2020

Paolo Ortelli, Presidente, Conferenza della Svizzera italiana per la formazione continua degli adulti CFC