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La formazione continua come vantaggio competitivo

  • 18.04.2018

Nel numero di "Zürcher Wirtschaft" dell’Associazione delle PMI e del commercio del Canton Zurigo si ci concentra sulla formazione continua dal punto di vista economico. Bernhard Grämiger racconta nell’intervista come la formazione continua per le PMI sia un vantaggio competitivo.

Intervistatore: Marcel Hegetschweiler

Pubblicata in Zürcher Wirtschaft, Aprile 2018, KGV Zürich, pag. 6

Signor Grämiger si occupa di formazione continua in Svizzera da più di dieci anni. È direttore della Federazione svizzera per la formazione continua FSEA da più di un anno. Quali nuove convinzioni in materia di formazione continua le sono state offerte da questa nuova prospettiva?
La mia partecipazione in quanto direttore della FSEA negli organismi internazionali mi ha permesso di vedere al di là dei confini della Svizzera. Molte sfide alle quali siamo confrontati in Svizzera sono altresì presenti negli altri Paesi. Possiamo imparare da queste nazioni come loro da noi.
Da inizio 2017 abbiamo una nuova legge sulla formazione continua. Anche se questa non ha comportato automaticamente una regolamentazione di tutto ciò che riguarda la formazione continua in Svizzera. Ora si tratta di lavorare per l’implementazione di questa legge. Constatiamo che anche la Confederazione non rispetta pienamente la legge, per esempio quando si tratta di garanzia della qualità nell’ambito delle sovvenzioni per i corsi della formazione professionale superiore.

Cosa fa la Confederazione dei sbagliato?
Dal 1. gennaio 2018 i partecipanti ai corsi preparatori per gli esami della formazione professionale superiore beneficiano di un sostegno finanziario direttamente dalla Confederazione. L’unica condizione è che l’istituto presso il quale si segue il corso sia iscritto nella cosiddetta nella lista d’iscrizione. Tuttavia, l'ordinanza del Consiglio federale non prevede alcun controllo di qualità di questi corsi, anche se la legge sulla formazione continua lo richiede esplicitamente. Praticamente ogni ente di formazione può registrarsi. Abbiamo condotto una campagna a favore della garanzia della qualità, purtroppo finora vana.

Ho letto che la sensibilizzazione all’apprendimento lungo tutto il corso della vita era prioritario nel vostro lavoro alla FSEA. Dove ha appreso qualcosa l’ultima volta?
Imparo costantemente cose nuove nel mio lavoro e più recentemente l’importanza della cooperazione è diventata più chiara per me, ad esempio nell’ambito l’ONG “Coalizioneformazione” o nell’ambito del lavoro congiunto con la Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale. Condividiamo preoccupazioni comuni, ma le affrontiamo da prospettive diverse. Insieme abbiamo molto più potere.

I dati pubblicati dall’Ufficio federale di statistica nel 2015 mostrano che tra il 2011 e il 2015 la quota di PMI con un numero di dipendenti compreso tra 10 e 249 è aumentata. Quali potrebbero essere le ragioni?
Occorre trattare le cifre con prudenza. Un maggior numero di PMI investe nella formazione ma le statistiche non dicono nulla circa l’importo degli investimenti. Non si può escludere che gli investimenti complessivi non siano stati superiori a quelli degli anni precedenti o che siano stati molto selettivi. Ma la consapevolezza generale dell'importanza della formazione continua è in aumento. Molte PMI hanno capito: coloro che non fanno nulla subiscono rapidamente svantaggi competitivi. La digitalizzazione sta intensificando questa tendenza.

La giornata delle PMI della FSEA dello scorso autunno ha mostrato che numerose PMI intendono la “formazione continua” unicamente come corsi esterni costosi in termini di tempo e denaro, questo quanto scritto nel blog FSEA. Definirebbero l’apprendimento e il trasferimento delle competenze più propriamente con il termine “sviluppo personale”. Come può configurarsi un tale “sviluppo personale” nelle aziende?
In primo luogo parte di un processo di sviluppo personale è la definizione di obiettivi. Un'analisi delle competenze fornisce informazioni sulla situazione attuale e su ciò che si desidera ottenere. Infine, si tratta di selezionare le misure di sviluppo. Queste possono anche essere informali. Non si tratta sempre di seguire un corso costoso. Tuttavia, il trasferimento di ciò che è stato appreso è assolutamente centrale. Se dopo una formazione si continua come si è sempre fatto prima allora la formazione è stata vana.

La FSEA identifica il potenziale di sviluppo nella gestione strategica e strutturata della formazione continua nelle PMI. Nella maggior parte dei casi, la formazione sarebbe ad hoc e in risposta alla mancanza di personale. Perché è importante un approccio lungimirante alla formazione continua per le imprese e in che modo le PMI possono svilupparla?
Le PMI dovrebbero considerare la formazione come un fattore strategico di competitività, dovrebbe essere messa a budget. Se l'azienda ha una strategia di formazione continua olistica, è in grado di sfruttare tutto il suo potenziale di apprendimento e di performance.

La formazione continua dei dipendenti è spesso costosa. Perché ha senso che un’azienda partecipi a questi costi?
Ci sono svariate ragioni per le quali questo ha senso. I dipendenti nei quali si investe, ringraziano l'azienda attraverso la motivazione e spesso anche con la lealtà. A questo si aggiunge il guadagno di competenza. Se, come sopra indicato, il trasferimento avrà esito positivo, ne beneficeranno la società e gli altri dipendenti. Infine, è stato dimostrato che investire nella formazione significa anche investire nella salute dei lavoratori. Un numero minore di giorni di malattia ha un effetto positivo diretto.

(traduzione FDN)

La giusta strategia di formazione può diventare un vantaggio competitivo per una PMI (Foto: Pexels)