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L'OCSE raccomanda alla Svizzera di investire nella formazione continua

  • 10.06.2020

L'OCSE, nelle sue prospettive economiche, prevede tempi difficili dopo il blocco dovuto al Coronavirus. Nell’ultimo rapporto afferma che sono necessarie misure straordinarie. Per la Svizzera, l'OCSE raccomanda soprattutto di investire nella formazione continua.

La pandemia di Coronavirus avrà effetti a lungo termine, questo è evidente anche dalle prospettive economiche pubblicate di recente dall'OCSE. Si parla di ricostruzione come di un atto di funambolismo, a tal fine sono necessarie misure straordinarie. 

Nelle sue previsioni, l'OCSE ipotizza due scenari: in caso di una seconda ondata di infezione nel corso dell'anno, il PIL del 2020 si ridurrebbe probabilmente del 10% mentre, se la pandemia si placasse in estate, la riduzione sarebbe del 7,7%. In entrambi gli scenari, tuttavia, la ripresa delle esportazioni sarà solo molto graduale, poiché la domanda estera rimarrà debole. Allo stesso tempo, se si farà meno ricorso al lavoro a orario ridotto, aumenterà la disoccupazione.

Per attenuare le conseguenze della pandemia, l'OCSE raccomanda al governo svizzero di adottare ulteriori misure per stimolare l'economia e creare fiducia nel futuro. L'introduzione delle tecnologie digitali, soprattutto nelle piccole e medie imprese, aiuterebbe la ripresa, scrive l'OCSE.

Questo richiederebbe lo sviluppo di possibilità di formazione continua per le persone in cerca di lavoro e la possibilità di accedere a sovvenzioni per creare incentivi alla formazione continua per i lavoratori particolarmente minacciati dalla digitalizzazione. L'OCSE si concentra anche sui disoccupati poco qualificati, per i quali è necessaria la formazione continua.

Riassunto del rapporto (DE)
Al rapporto completo (EN, DE)

Nel suo rapporto, l'OCSE ipotizza due scenari, entrambi richiedono investimenti. (Foto zvg)