{"id":69588,"date":"2025-07-09T10:14:25","date_gmt":"2025-07-09T08:14:25","guid":{"rendered":"https:\/\/alice.ch\/?post_type=news&#038;p=69588"},"modified":"2025-07-24T11:30:22","modified_gmt":"2025-07-24T09:30:22","slug":"rapporto-ocse-sulla-partecipazione-alla-formazione-continua-in-ritardo-rispetto-agli-sviluppi","status":"publish","type":"news","link":"https:\/\/alice.ch\/it\/news\/rapporto-ocse-sulla-partecipazione-alla-formazione-continua-in-ritardo-rispetto-agli-sviluppi\/","title":{"rendered":"Rapporto OCSE sulla partecipazione alla formazione continua: \u00abin ritardo rispetto agli sviluppi\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"is-style-lead\">Sulla base dei dati PIAAC, l&#8217;OCSE ha pubblicato uno studio sulla partecipazione alla formazione continua. Conclusione: la partecipazione non rispecchia le attuali richieste in materia di qualificazione, le offerte sono a breve termine e non raggiungono coloro che ne avrebbero pi\u00f9 bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rapporto pubblicato l&#8217;8 luglio <a href=\"https:\/\/www.oecd.org\/en\/publications\/trends-in-adult-learning_ec0624a6-en.html\">\u00abTrends in Adult Learning: New Date form the 2023 Survey of Adult Skills\u00bb<\/a> valuta la situazione della formazione degli adulti nei Paesi dell&#8217;OCSE ed esamina le tendenze relative ai tassi di partecipazione e alla struttura dell\u2019offerta nella formazione degli adulti, basandosi sui dati PIAAC.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <a href=\"https:\/\/www.oecd.org\/en\/publications\/trends-in-adult-learning_ec0624a6-en.html\">rapporto<\/a> rileva quanto segue:<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La partecipazione alla formazione degli adulti \u00e8 stagnante<\/h2>\n\n\n\n<p>Nonostante gli sforzi profusi per migliorare l&#8217;accesso e raggiungere obiettivi comuni, la partecipazione alla formazione degli adulti varia notevolmente da un paese all&#8217;altro. In media, circa il 40 % degli adulti nei Paesi dell&#8217;OCSE partecipa ogni anno ad attivit\u00e0 di formazione, con percentuali nazionali che variano dal 58 % in Finlandia e Norvegia al 13 % in Corea. I Paesi anglofoni e nordici tendono ad avere i tassi di partecipazione pi\u00f9 elevati. In molti paesi, tuttavia, la partecipazione sembra in calo, il che rappresenta una tendenza preoccupante dato il ruolo fondamentale giocato dalla formazione nell&#8217;adattarsi ai cambiamenti economici e tecnologici. Solo in Irlanda e in Estonia la partecipazione alla formazione egli adulti \u00e8 aumentata in modo significativo, di circa 5 punti percentuali, grazie alla crescente partecipazione ad attivit\u00e0 ei formazione non formali legate al lavoro. In paesi come la Corea e Israele, invece, si registra un calo significativo. Sebbene permangano delle differenze nella partecipazione dei vari gruppi socioeconomici, alcune di esse si stanno riducendo, non perch\u00e9 i gruppi svantaggiati partecipano di pi\u00f9, ma perch\u00e9 il calo \u00e8 pi\u00f9 marcato tra coloro che in passato erano in testa alla classifica della partecipazione, ovvero: gli uomini, i lavoratori con redditi pi\u00f9 elevati e i lavoratori altamente qualificati in professioni qualificate. Ad esempio, il divario di genere si \u00e8 praticamente azzerato a causa di un calo pi\u00f9 marcato tra gli uomini che tra le donne. Questi cambiamenti evidenziano una tendenza preoccupante: anche se le differenze si riducono, la partecipazione complessiva diminuisce. Ci\u00f2 rafforza la necessit\u00e0 di misure mirate per eliminare gli ostacoli strutturali e migliorare l&#8217;accesso a coloro che ne trarrebbero i maggiori benefici. Nei paesi in cui la partecipazione alla formazione degli adulti \u00e8 in calo, anche il tasso medio di alfabetizzazione tende a diminuire. Sebbene non sia possibile stabilire un nesso causale, questa relazione evidenzia un problema pi\u00f9 generale: l&#8217;accesso limitato all&#8217;istruzione pu\u00f2 compromettere la capacit\u00e0 degli adulti di mantenere e sviluppare le propriw capacit\u00e0 di elaborazione delle informazioni; mentre, allo stesso tempo, scarse capacit\u00e0 di elaborazione delle informazioni possono costituire un ostacolo all&#8217;ulteriore apprendimento. Nel loro insieme, queste tendenze potrebbero indicare un circolo vizioso che potrebbe portare nel tempo a una perdita di qualifiche.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prevalgono corsi di breve durata e orientati alla compliance<\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;istruzione formale svolge un ruolo sempre meno importante nella formazione degli adulti. In media, nei paesi dell&#8217;OCSE solo l&#8217;8% degli adulti partecipa a programmi di formazione formali e la partecipazione \u00e8 diminuita di oltre due punti percentuali nel periodo di riferimento. Al contrario, con una partecipazione media del 37%, l&#8217;apprendimento non formale collegato al lavoro rimane diffuso. In generale anche l&#8217;apprendimento non formale ha registrato un leggero calo (circa 3 punti percentuali) ma, questa tendenza, non \u00e8 osservabile ovunque. Cinque paesi o economie (Inghilterra [Regno Unito], Estonia, regione fiamminga del Belgio, Irlanda e Italia) registrano un aumento statisticamente significativo dell&#8217;apprendimento non formale collegato al lavoro. \u00c8 interessante notare che i paesi che ottengono buoni risultati in un tipo di formazione tendono ad ottenere buoni risultati anche nell&#8217;altro, il che indica che entrambe le forme sono sostenute da sistemi di formazione degli adulti solidi e ben sviluppati. Ad esempio, la Finlandia, la Norvegia e gli Stati Uniti, paesi in cui pi\u00f9 della met\u00e0 degli adulti ha partecipato ad attivit\u00e0 di formazione professionale non formale nei dodici mesi precedenti l&#8217;indagine, registrano anche tassi di partecipazione alla formazione formale superiori alla media. Tra gli adulti che seguono una formazione formale predominano le qualifiche terziarie. In media, il 65% dell&#8217;istruzione formale degli adulti si svolge a livello terziario, con una percentuale che varia dal 90% in Italia e nella Repubblica Ceca (Cechia) a meno del 40% in Canada. In alcuni paesi, la maggior parte della formazione formale degli adulti \u00e8 orientata al conseguimento di titoli post-secondari (ad esempio Canada, Stati Uniti), mentre in altri paesi si tratta principalmente di altre offerte formative per adulti (ad esempio Inghilterra, Francia, Spagna). La formazione in materia di salute e sicurezza \u00e8 la forma pi\u00f9 comune di istruzione non formale legata al lavoro (18% di tutte le misure formative in questa categoria). Sebbene indispensabile, la sua predominanza, in particolare nei Paesi in cui rappresenta un quarto o pi\u00f9 dell&#8217;apprendimento complessivo (Finlandia, Irlanda, Italia, Norvegia, Repubblica Slovacca), suggerisce che una percentuale ancora minore della formazione \u00e8 dedicata alla riqualificazione e all&#8217;aggiornamento professionale orientatato a rispondere alle esigenze del mercato del lavoro in rapida evoluzione. Gran parte dell&#8217;apprendimento professionale non formale consiste in attivit\u00e0 di brevissima durata. Circa il 42% delle attivit\u00e0 di apprendimento professionale non formale dura un giorno o meno, mentre un altro 40% dura da un giorno a una settimana. Sebbene i formati brevi favoriscano la partecipazione, un&#8217;eccessiva dipendenza da essi pu\u00f2 limitare il potenziale di una riqualificazione pi\u00f9 in profondit\u00e0 e\/o trasformativa. Percorsi di formazione modulari e qualifiche cumulabili possono contribuire a far s\u00ec che anche corsi di breve durata portino nel tempo a un significativo aumento delle competenze. Gli adulti disoccupati tendono a partecipare a corsi di formazione pi\u00f9 lunghi. Mentre solo il 15% degli adulti occupati ha partecipato ad attivit\u00e0 di formazione professionale non formale della durata superiore a una settimana, la percentuale \u00e8 stata del 38% tra gli adulti disoccupati. Gli adulti disoccupati hanno meno vincoli di tempo, poich\u00e9 non devono conciliare formazione e impegni professionali. Inoltre, le esigenze formative degli adulti occupati e disoccupati sono spesso diverse. Gli adulti occupati hanno generalmente bisogno di corsi brevi e mirati ad acquisire competenze specifiche da integrare nelle mansioni professionali correnti. Gli adulti disoccupati, invece, possono aver bisogno di una formazione pi\u00f9 completa per sviluppare una gamma pi\u00f9 ampia di competenze che li rendano pi\u00f9 competitivi sul mercato del lavoro in modo da migliorare l\u2019occupabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli ostacoli alla formazione degli adulti continuano ad essere diffusi e distribuiti in modo diseguale<\/h2>\n\n\n\n<p>Il miglioramento delle prestazioni professionali e dell&#8217;occupabilit\u00e0 rimangono le motivazioni principali per l\u2019apprendimento in et\u00e0 adulta. Queste motivazioni sono rimaste sostanzialmente &nbsp;invariate negli ultimi dieci anni. La maggior parte degli adulti ritiene, infatti, che la formazione continua sia utile. Quasi la met\u00e0 dei discenti adulti valuta la propria formazione continua come molto utile e pi\u00f9 di tre quarti la ritiene almeno moderatamente utile. Nei paesi in cui la formazione continua \u00e8 percepita come pi\u00f9 utile, la partecipazione tende ad essere pi\u00f9 elevata. Ciononostante, mediamente la met\u00e0 degli adulti nei paesi dell&#8217;OCSE non ha partecipato n\u00e9 desiderato partecipare a corsi di formazione per adulti nei dodici mesi precedenti l&#8217;indagine. Per coloro che desiderano partecipare ad attivit\u00e0 di formazione, permangono difficolt\u00e0 diffuse. Un adulto su quattro ha, infatti, incontrato ostacoli alla partecipazione alla formazione nei dodici mesi precedenti l&#8217;indagine. Le ragioni pi\u00f9 frequentemente citate sono la mancanza di tempo, a causa di impegni professionali o familiari, e i costi. Queste difficolt\u00e0 sono particolarmente gravi per alcuni gruppi. Le donne, i giovani e le persone con un livello di istruzione pi\u00f9 elevato sono quelli che segnalano pi\u00f9 spesso ostacoli. I datori di lavoro svolgono un ruolo fondamentale. La maggior parte della formazione continua si svolge sul posto di lavoro e durante l&#8217;orario di lavoro; il sostegno del datore di lavoro \u00e8 uno dei fattori pi\u00f9 importanti per la partecipazione. La percentuale di formazione degli adulti che si svolge durante l&#8217;orario di lavoro \u00e8 aumentata nella maggior parte dei paesi rispetto al primo ciclo PIAAC, anche se solo in alcuni paesi in modo significativo. I partenariati tra governi e i vertici aziendali possono contribuire a migliorare l&#8217;accesso a offerte formative di qualit\u00e0 e pertinenti. La formazione continua favorisce anche l&#8217;adattamento della forza lavoro. Pi\u00f9 della met\u00e0 degli adulti che hanno cambiato lavoro negli ultimi tre anni dichiara di aver ricevuto una formazione continua per adattarsi. Il sostegno \u00e8 particolarmente diffuso nei luoghi di lavoro che stanno attraversando una trasformazione tecnologica, ad esempio con l&#8217;introduzione di nuovi sistemi digitali.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u00c8 necessario un cambiamento di paradigma nelle politiche di formazione degli adulti<\/h2>\n\n\n\n<p>I sistemi di formazione degli adulti sono sotto pressione. Nonostante il riconoscimento diffuso della necessit\u00e0 di uno sviluppo delle competenze lungo tutto l&#8217;arco della vita, la partecipazione rimane bassa e distribuita in modo diseguale. Gli ostacoli economici e temporali continuano a escludere chi ne avrebbe pi\u00f9 bisogno e gli investimenti pubblici rimangono fortemente concentrati sulla formazione iniziale. Troppo spesso la formazione continua \u00e8 reattiva e si concentra sul mantenimento delle norme precostituite, piuttosto che fornire ai lavoratori competenze trasferibili anche ai compiti che dovranno affrontare in futuro. Per soddisfare le esigenze di un mercato del lavoro in rapida evoluzione, le politiche devono passare da soluzioni frammentate e a breve termine a strategie globali che integrino finanziamenti, impegno dei datori di lavoro e modelli di erogazione della formazione flessibili. Solo un programma di riforme coraggioso e sistemico pu\u00f2 garantire che tutti gli adulti abbiano opportunit\u00e0 significative per sviluppare le competenze necessarie per una vita di successo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La formazione degli adulti \u00e8 in ritardo<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel <a href=\"https:\/\/www.oecd.org\/en\/publications\/what-s-missing-in-adult-learning-and-how-do-we-fix-it_58b9acfd-en.html\">policy brief<\/a>, l&#8217;OCSE approfondisce ulteriormente il tema e formula richieste concrete:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>L&#8217;istruzione degli adulti \u00e8 in ritardo rispetto alla rapida evoluzione in materia di qualifiche.<\/strong> In un mondo caratterizzato dalla digitalizzazione, dall&#8217;invecchiamento della popolazione e dai cambiamenti ambientali, la formazionedegli adulti non riesce a tenere il passo. Ci\u00f2 non solo rappresenta un&#8217;occasione persa per i singoli individui, ma mette anche a rischio intere economie, che rischiano di rimanere indietro nella corsa alla ricerca di talenti e alla crescita economica.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Chi ha pi\u00f9 bisogno di formazione \u00e8 anche chi meno vi partecipa.<\/strong> Gli adulti con un basso livello di istruzione e di reddito e quelli che svolgono professioni poco qualificate partecipano con minor frequenza ad attivit\u00e0 di formazione. Sebbene, a livello statistico, alcune lacune si siano ridotte, ci\u00f2 \u00e8 dovuto in gran parte a un calo della partecipazione dei gruppi tradizionalmente pi\u00f9 coinvolti, come gli uomini, le persone con un elevato livello di istruzione e i lavoratori con redditi pi\u00f9 elevati, e non a una maggiore partecipazione degli adulti svantaggiati. Ci\u00f2 sottolinea quanto sia importante consentire a tutti, in particolare a coloro che, tradizionalmente, sono pi\u00f9 distanti dall&#8217;apprendimento, di occuparsi dello sviluppo delle proprie competenze.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>La maggior parte dell&#8217;istruzione degli adulti non copre i fabbisogni: il 42% delle attivit\u00e0 non formali dura in media solo un giorno o meno.<\/strong> I formati brevi possono migliorare l&#8217;accesso, in particolare per gli adulti che devono conciliare lavoro e famiglia, ma non sempre sono adatti a sostenere una riqualificazione professionale completa. Possono comunque essere efficaci per migliorare competenze specifiche, ad esempio nell&#8217;apprendimento di un nuovo strumento digitale o nella conoscenza di un materiale ecologico. Tuttavia, molte offerte si concentrano su temi come la salute e la sicurezza, piuttosto che sullo sviluppo di competenze orientate al futuro necessarie per la transizione ecologica e digitale. Senza una migliore integrazione delle offerte di formazione modulari nei percorsi qualificanti e collegamenti pi\u00f9 chiari con i nuovi requisiti per la qualificazione, la formazione degli adulti potrebbe non essere in grado di sostenere adeguatamente la trasformazione a lungo termine del mondo del lavoro.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>La politica deve incoraggiare gli adulti ad assumersi maggiori responsabilit\u00e0 in merito al perch\u00e9, cosa, come, dove e quando investono nella propria vita.<\/strong> Ci\u00f2 richiede una profonda riorganizzazione dei sistemi di formazionedegli adulti che dovrebbero combinare incentivi finanziari, compensazione del tempo, percorsi formativi flessibili e una solida garanzia della qualit\u00e0. Misure quali conti formativi individuali, congedi di studio e sovvenzioni devono essere potenziate e mirate in modo pi\u00f9 specifico a coloro che attualmente ne beneficiano meno. Allo stesso tempo, informazioni in tempo reale sul mercato del lavoro e il riconoscimento delle esperienze d\u2019apprendimento pregresse sono essenziali per garantire che la formazionedegli adulti porti a migliorare le carriere <strong>professionale e, in gnerale, <\/strong>e a una qualit\u00e0 di vita migliore.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Maggiori informazioni<\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-100 is-style-minimal\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/www.oecd.org\/en\/publications\/trends-in-adult-learning_ec0624a6-en.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Rapporto<\/a><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-100 is-style-minimal\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/www.oecd.org\/en\/publications\/what-s-missing-in-adult-learning-and-how-do-we-fix-it_58b9acfd-en.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Policy brief<\/a><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-100 is-style-minimal\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/alice.ch\/it\/temi\/competenze-di-base\/risultati-dellindagine-piaac-in-svizzera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Risultati dell\u2019indagine PIAAC in Svizzera<\/a><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla base dei dati PIAAC, l&#8217;OCSE ha pubblicato uno studio sulla partecipazione alla formazione continua. 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