Il Consiglio federale voleva una soppressione totale, il Consiglio degli Stati intende dimezzare i fondi destinati alla formazione continua e ora il Consiglio nazionale ha deciso di non effettuare alcun risparmio in questo ambito. Si tratta di un importante vittoria intermedia per il settore della formazione continua.
Il 4 marzo il Consiglio nazionale si è espresso con 103 voti contro 82 contro le misure di risparmio nella formazione continua. Ciò dopo che il Consiglio degli Stati aveva già ridimensionato i piani di risparmio del Consiglio federale.
Il Consiglio nazionale non vuole quindi che vengano ridotti i fondi destinati alla promozione delle competenze di base e alle organizzazioni di formazione continua.
Per il settore della formazione continua si tratta di un risultato intermedio di enorme importanza.
«Controsenso economico»
Corina Gredig (PVL) ha motivato la decisione in questo modo: “1,6 milioni di persone nel nostro Paese hanno difficoltà a leggere, scrivere e fare di conto. […] Queste persone non sono raggiunte né dall’assicurazione contro la disoccupazione, né dall’AI, né dai programmi di integrazione. Per loro non esiste nemmeno un mercato privato. Chi ha scarse competenze di base non può permettersi una formazione continua costosa. Non c’è quindi il rischio che i fondi vadano a chi non ne ha realmente bisogno.”
E ha aggiunto: “Chi taglia questi fondi non risparmia semplicemente 19 milioni di franchi, ma rischia che le persone escano più rapidamente dal mercato del lavoro e questo in un periodo di carenza di personale qualificato.”
Ha inoltre ricordato che il Consiglio federale aveva definito la promozione della formazione continua come una priorità strategica solo poco tempo fa: “Un anno fa, il Consiglio federale e noi, il Parlamento, abbiamo definito la formazione continua come una priorità nell’ambito del messaggio ERI – nemmeno un anno fa. […] Questa non è una politica coerente. La mancanza di competenze di base genera costi economici. […] La formazione continua è prevenzione, non un lusso. Se tagliamo qui, trasferiamo semplicemente i costi sulle assicurazioni sociali. Questo non è sostenibile, è un controsenso economico.”
Tagli alla formazione ambientale
La maggioranza è stata raggiunta grazie al sostegno compatto del gruppo del Centro. Yvonne Bürgin (Il Centro) ha affermato che la promozione delle competenze di base è “di fondamentale importanza per l’occupabilità e la partecipazione alla vita sociale” e che l’apprendimento permanente è particolarmente importante, soprattutto in un mondo del lavoro in rapida evoluzione.
All’inizio di febbraio, la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) aveva già preso posizione con una dichiarazione molto chiara contro la misura di risparmio nella formazione continua.
C’è però stata anche una cattiva notizia: per quanto riguarda la formazione ambientale, la maggioranza ha seguito il Consiglio degli Stati, approvando così un taglio di tre milioni di franchi all’anno.
La questione torna ora al Consiglio degli Stati, che si occuperà delle divergenze rimaste.

