Lotta contro le misure di risparmio della Confederazione nella formazione continua

Nell’ambito del suo programma di risparmio, il Consiglio federale intendeva risparmiare drasticamente sulla formazione continua. I tagli avrebbero avuto conseguenze disastrose per l’economia e la società. La FSEA si è impegnata con ogni mezzo per evitare che ciò accadesse, riuscendo a scongiurare che i fondi venissero completamente eliminati: a partire dal 2027 i fondi saranno ridotti, ma non soppressi.

Nel messaggio ERI 2025–2028, approvato dal Parlamento nel settembre 2024, il Consiglio federale aveva ancora definito la promozione della formazione continua una priorità strategica. E per una buona ragione: tutti gli sviluppi economici e sociali rilevanti comportano un aumento del fabbisogno di formazione continua. Tra questi vanno menzionati in particolare la carenza di personale qualificato e non, la trasformazione digitale (compresi gli sviluppi nel campo dell’intelligenza artificiale) e la trasformazione verde.

Nel messaggio ERI, il Consiglio federale aveva persino sottolineato che i tagli alla formazione continua si sarebbero ripercossi sui costi indiretti, ad esempio nell’assicurazione contro la disoccupazione e nell’assistenza sociale (alla voce “2 Decreto federale sul finanziamento della formazione continua negli anni 2025–2028”).

Ciò ha reso ancora più allarmante la sorprendente inversione di rotta a pochi mesi dall’approvazione del messaggio ERI: nell’ambito delle «misure di sgravio applicabili dal 2027», il Consiglio federale voleva risparmiare in modo significativo sulla formazione continua. Senza alcuna giustificazione e senza un’analisi fondata delle ripercussioni, ha proposto di rinunciare ai fondi per la formazione continua o di ridurli drasticamente.

Alleanza contro i piani di austerità della Confederazione

La FSEA e altri partner dell’alleanza (associazioni mantello nazionali e regionali nonché organizzazioni nazionali) si sono opposti ai piani di risparmio del Consiglio federale nel settore della formazione continua. Come alleanza, volevano impedire che la formazione continua venisse indebolita, mettendo così a rischio un’importante risorsa per l’economia e la società svizzera.

In che misura è influenzata la formazione continua?

Inizialmente, le seguenti misure riguardavano la formazione continua:

  • la soppressione dei fondi federali per la promozione delle competenze di base degli adulti. Ciò avrebbe comportato una riduzione diretta delle offerte di formazione continua urgentemente necessarie nei settori della lettura e della scrittura, della matematica di uso quotidiano e delle TIC.
  • l’abolizione dei finanziamenti federali per le prestazioni offerte dalle organizzazioni della formazione continua (di cui fa parte anche la FSEA). Ciò avrebbe comportato la completa scomparsa di servizi essenziali e rilevanti per il sistema della formazione continua. Il sistema della formazione continua in Svizzera ne sarebbe stato fortemente indebolito.
  • la riduzione di almeno il 50% dei contributi federali per progetti nel settore della formazione professionale continua.
  • la soppressione dei fondi per la promozione dell’istruzione e dell’ambiente. Ciò avrebbe portato a una riduzione diretta dei programmi e dei progetti di formazione continua urgentemente necessari nel settore del clima e dell’ambiente.
  • La modifica della legge sui sussidi, secondo cui gli aiuti finanziari della Confederazione non devono superare il 50% dei costi dell’attività sostenuta. Ciò avrebbe comportato l’impossibilità di finanziare gran parte delle prestazioni di rilevanza sistemica fornite dalle organizzazioni di formazione continua e avrebbe rappresentato una minaccia esistenziale per le organizzazioni interessate.

Punto di vista della FSEA

Dal punto di vista della FSEA, con questi piani di risparmio il Consiglio federale avrebbe smantellato la propria politica di formazione continua degli ultimi anni, ignorato i risultati della ricerca sulla formazione che dimostrano l’elevato beneficio economico e sociale della formazione continua generale e professionale e messo consapevolmente a rischio risorse fondamentali per l’economia nazionale svizzera.

Le misure non avrebbero in alcun modo portato a un risparmio. Al contrario: la proposta di riduzione degli investimenti nella formazione continua avrebbe comportato immediatamente costi economici e sociali molto elevati. La sola rinuncia alle misure di promozione nel settore delle competenze di base avrebbe comportato costi economici e sociali enormi a causa della soppressione di programmi di supporto urgentemente necessari.

La FSEA ha quindi respinto con decisione il pacchetto di risparmio presentato dal Consiglio federale.

Impegno della FSEA e dell’Alleanza

La FSEA si è impegnata a livello politico con tutte le sue forze, insieme ai suoi partner, contro i piani di risparmio. In una risposta alla consultazione ha evidenziato quali conseguenze avrebbero avuto i tagli.

Insieme ad altre associazioni, la FSEA ha lanciato un’alleanza contro i piani di risparmio ed ha espresso le sue preoccupazioni in una lettera aperta. In diverse prese di posizione, la FSEA, e in particolare la sua presidente Tiana Moser, ha sottolineato che i piani di risparmio sono dannosi per l’economia e privi di senso. All’inizio di febbraio 2025 anche la Conferenza dei direttori cantonali dell’istruzione (CDPE) si è schierata molto chiaramente contro le misure di risparmio nella formazione continua con una presa di posizione. Sono stati inoltre condotti intensi colloqui con i parlamentari. 

Il peggio è stato scongiurato

Il 12 marzo è arrivata la conferma definitiva: dopo intense consultazioni, il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati sono riusciti a trovare un compromesso. Ciò dopo che inizialmente il Consiglio degli Stati si era espresso a favore di ridimensionare i piani di risparmio e il Consiglio nazionale voleva addirittura rinunciare del tutto ai tagli nella formazione continua. Il compromesso: alla formazione continua è stato assegnato un budget di 15 milioni di franchi all’anno (finora: 19 milioni di franchi). I fondi subiranno quindi una riduzione del 20% a partire dal 2027. In questo senso, il fatto che sia stato possibile salvare l’80% dei finanziamenti può essere considerato un successo per il settore della formazione continua. Per quanto riguarda l’educazione ambientale, è stata inoltre decisa una riduzione di tre milioni di franchi all’anno.

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