Statuto S: obiettivo mancato, ma bilancio comunque positivo


Entro la fine del 2024, il 40% dei rifugiati provenienti dall’Ucraina in Svizzera avrebbe dovuto essere occupato. Questo obiettivo è stato ampiamente mancato. Tuttavia, la Confederazione e i Cantoni ritengono che il bilancio sia positivo.

L’obiettivo era ambizioso: entro la fine del 2024, il 40% delle ucraine e degli ucraini rifugiati in Svizzera avrebbe dovuto trovare un impiego. Questo traguardo era stato fissato dal Consiglio federale nel novembre 2023. Alla fine del 2024 il risultato è tuttavia nettamente inferiore: soltanto 12.280 persone con Statuto S risultano infatti occupate, il che corrisponde a una quota del 29,6%.

Quattro Cantoni hanno superato l’obiettivo prefissato: Glarona (46,4%), Nidvaldo (47%), Obvaldo (54,5%) e Appenzello Interno (62,5%), mentre quelli della Romandia e il Ticino si trovano al di sotto della soglia del 30%.

Conclusioni positive

I responsabili considerano tuttavia positivi questi numeri. Durante la conferenza stampa del 14 gennaio 2025 è stato detto che le misure di integrazione risultano comunque efficaci e che lo sviluppo è da considerarsi complessivamente positivo. È stato in particolare sottolineato come sia difficile integrare le ucraine e gli ucraini che risiedono in Svizzera soltanto da un breve periodo. Di fatto, il tasso di occupazione è più alto tra i rifugiati che si trovano in Svizzera da oltre due anni (che rappresentano circa i due terzi del totale). Fra essi il tasso di occupazione raggiunge il 38%.
Tra i rifugiati di età compresa tra 18 e 50 anni con Statuto S, arrivati in Svizzera durante la prima ondata di fuga dall’Ucraina (fra marzo e giugno 2022), il tasso ha persino leggermente superato il 40%.

Più corsi di lingua e maggiore partecipazione

Le elevate aspettative della Confederazione hanno spinto i Cantoni a intensificare gli sforzi per favorire l’integrazione. In questo contesto, è stata ampliata l’offerta di corsi di lingua. Le iscrizioni a tali corsi sono più che raddoppiate nell’ultimo anno. Inoltre, è stata rafforzata la collaborazione tra i servizi di integrazione, l’aiuto sociale e i centri di collocamento.

Ciò ha prodotto effetti apprezzabili: alla fine di dicembre, 2674 persone erano registrate presso l’URC. Rispetto a maggio 2024, si tratta di un aumento del 62%.

Il prossimo ambizioso obiettivo è peraltro già fissato, e consiste nell’integrazione nel mercato del lavoro del 45% delle ucraine e degli ucraini entro la fine del 2025. Il Consiglio federale valuterà a maggio l’introduzione di un sistema di penalità in base al quale ai Cantoni che non raggiungono gli obiettivi verranno ridotti i contributi federali.

Posizione della FSEA

La FSEA sottolinea come la promozione dell’apprendimento della lingua sia uno strumento fondamentale non solo per favorire l’integrazione, ma anche per facilitare e promuovere la qualificazione professionale. In ogni caso, è importante considerare che queste misure di integrazione richiedono tempo per dare risultati.

(con informazioni tratte da NZZ e Tages-Anzeiger)

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