L’intelligenza artificiale sta avanzando rapidamente e sta già trasformando il nostro modo di apprendere e lavorare. I risultati PISA 2025 e gli “AI Capability Indicators” dell’OCSE mostrano una tendenza chiara: quanto più aumentano le capacità dell’IA, tanto più diventa indispensabile disporre di solide competenze di base per comprenderne, verificarne e utilizzarne autonomamente i risultati. Una sfida centrale per la formazione degli adulti.
Gli strumenti di intelligenza artificiale sono ormai in grado di redigere testi, riassumere documenti, tradurre, ricercare informazioni o proporre soluzioni. Gli AI Capability Indicators dell’OCSE mostrano che, in ambiti come il linguaggio o l’elaborazione delle conoscenze, l’IA ha già raggiunto un livello avanzato.
Parallelamente, i risultati PISA 2025 evidenziano un’evoluzione non uniforme delle competenze. In Svizzera, i giovani di 15 anni ottengono ancora risultati superiori alla media dell’OCSE in diversi ambiti, ma negli ultimi anni le prestazioni in lettura e matematica sono diminuite.
L’IA è inoltre ormai parte integrante dell’apprendimento quotidiano: il 55% dei giovani in Svizzera dichiara di utilizzare almeno una volta alla settimana un chatbot basata sull’intelligenza artificiale per studiare. Questi strumenti vengono utilizzati in particolare per cercare informazioni, riassumere testi o redigere elaborati.
Utilizzare l’IA non basta
Per la formazione degli adulti è importante sottolineare un aspetto: essere in grado di accedere a uno strumento di IA e utilizzarlo non significa ancora saperlo usare correttamente.
Per valutare una risposta generata dall’IA occorre essere in grado di comprenderne il contenuto, individuare eventuali incoerenze, confrontare le informazioni, verificare una fonte e valutare se il risultato è pertinente.
Le competenze di base rimangono quindi essenziali. Diventano addirittura una condizione necessaria per utilizzare l’intelligenza artificiale in modo autonomo.
Una persona dotata di buone competenze nella lettura, nel calcolo e nell’uso degli strumenti digitali può utilizzare l’IA per risparmiare tempo, approfondire una questione o facilitare lo svolgimento di determinati compiti.
Al contrario, per una persona con competenze di base limitate aumenta il rischio di considerare vera una risposta generata dall’IA senza essere in grado di verificarla adeguatamente.
Il divario digitale potrebbe quindi evolversi verso una nuova forma di divario: quello nella capacità di utilizzare l’IA in modo critico ed efficace.
Ripensare le competenze di base
Questa evoluzione ci invita ad ampliare la nostra concezione delle competenze di base.
Leggere, scrivere, calcolare e utilizzare le tecnologie digitali rimangono competenze fondamentali. Ma altre capacità stanno assumendo un’importanza crescente: comprendere le informazioni, formulare un problema, porre le domande giuste, verificare una risposta, confrontare le fonti e sviluppare una propria capacità di giudizio.
Non si tratta quindi solo di sviluppare una competenza in materia di IA (AI literacy) o di imparare a formulare buoni prompt.
La sfida consiste nel disporre di competenze sufficientemente solide per poter utilizzare l’IA senza delegarle interamente il compito di pensare e decidere.
Una sfida per la formazione degli adulti
Per la FSEA, questa evoluzione conferma l’importanza di investire nelle competenze di base degli adulti.
Nel mondo del lavoro, l’IA viene progressivamente integrata in numerose attività. Affinché le persone possano utilizzare questi strumenti come supporto, devono essere in grado di comprendere e valutare i risultati prodotti e continuare ad assumersi la responsabilità delle proprie decisioni.
La formazione degli adulti svolge quindi un ruolo fondamentale: deve rafforzare le competenze di lettura, scrittura e calcolo, nonché le competenze digitali, ma anche promuovere la capacità di risolvere problemi, il pensiero critico e la capacità di apprendere lungo tutto l’arco della vita.
L’intelligenza artificiale può anche offrire nuove opportunità. Può semplificare testi complessi, sostenere l’apprendimento di una lingua, facilitare l’accesso alle informazioni o fornire spiegazioni adeguate alle diverse esigenze.
Il suo potenziale può tuttavia andare a beneficio di tutti solo se le persone dispongono delle competenze necessarie per utilizzarla in modo consapevole.
L’IA, quindi, non rende meno importanti le competenze di base. Al contrario, ne accresce ulteriormente l’importanza.
Per la formazione degli adulti, la sfida consiste ora nel mettere ogni persona nelle condizioni di comprendere, utilizzare, verificare e mettere in discussione l’intelligenza artificiale, affinché diventi uno strumento di autonomia piuttosto che un nuovo fattore di disuguaglianza.

