Apprendere durante tutto il corso della vita in azienda: la formazione continua deve essere ripensata


La promozione della crescita dei propri dipendenti attraverso la formazione continua riveste sempre più importanza per le imprese, ed è un bene che sia così. Tuttavia, nelle organizzazioni agili, la formazione professionale continua sta diventando parte integrante della stessa prestazione lavorativa, il che significa che bisogna anche reimparare a imparare.

Ronald Schenkel

L’anno scorso, quasi la metà delle persone occupate in Svizzera ha partecipato ad almeno un corso di una formazione continua a scopo professionale. Questo dato è certamente positivo e dimostra l’importanza che le aziende attribuiscono alle competenze professionali dei propri collaboratori. In un periodo caratterizzato dalla carenza di personale qualificato, la formazione continua dei collaboratori attuali è peraltro una frequente soluzione per evitare strozzature. La formazione continua si è inoltre affermata come elemento di employer branding. Come sottolinea in un’intervista rilasciata alla FSEA Annalisa Job, vicepresidente Marketing & Communication del Gruppo Adecco Svizzera, le aziende puntano infatti su di essa per aumentare la propria attrattività. A essere considerate particolarmente innovative sono quelle aziende che offrono ai propri collaboratori non soltanto possibilità sviluppo professionale in senso stretto, ma anche opportunità di imparare cose nuove e, per così dire, fuori dagli schemi.

Verso un nuovo modo di apprendere

Probabilmente siamo soltanto all’inizio di una vera e propria rivalutazione dell’importanza della formazione continua nelle aziende. Molte sono oggi obbligate a modificare le proprie strutture per trasformarsi in organizzazioni agili. Di fatto, non restano loro molte altre scelte. Diverse aziende svizzere si trovano del resto già da tempo a competere a livello globale, mentre altre, che fino a poco tempo fa operavano in nicchie di mercato locali, sono state inevitabilmente toccate da questa realtà a seguito della recente digitalizzazione – e fra queste ultime, come riconoscono diversi rappresentanti del settore, ci sono anche gli enti di formazione continua.

Un’organizzazione agile è un’organizzazione che apprende. I suoi collaboratori non solo hanno maggiori responsabilità nell’adempimento quotidiano dei propri compiti, ma sono anche molto più coinvolti nello sviluppo di prodotti, relazioni con i clienti e in altri ambiti di innovazione all’interno dell’azienda.

Imparare sempre di più

È probabile che il fabbisogno di formazione continua in un’azienda agile superi di gran lunga quello riconosciuto ai collaboratori delle aziende di tipo tradizionale. Non è del resto una novità che il sistema di formazione dello scorso millennio abbia fatto il suo tempo. All’epoca, i seminari venivano frequentati più che altro per prendersi una pausa, senza pensare realmente a trasferire quanto appreso nella realtà lavorativa. La stessa idea che la formazione continua sia qualcosa che non si fa in orario di lavoro o addirittura che sia qualcosa di distinto dal lavoro in senso stretto, è peraltro superata. La nuova realtà tende invece a privilegiare la formazione continua in unità più piccole, direttamente sul posto di lavoro e come elemento costituivo del lavoro stesso: l’apprendimento e il lavoro in senso stretto sono insomma sempre più intrecciati.

Due elementi giocano a riguardo un ruolo importante: anzitutto il fatto che l’intelligenza artificiale (AI) accompagna sempre di più l’apprendimento; in secondo luogo che i chatbot stanno assumendo sempre più funzioni nel rapporto con i materiali didattici – e in alcune circostanze sostituiscono perfino i formatori. Detto questo, anche l’apprendimento autogestito diventerà forse la forma dominante di formazione continua.

Problemi di lettura

L’apprendimento autogestito presenta molti vantaggi, anzitutto per le aziende. Si tratta infatti di un tipo di formazione continua molto più economico rispetto alla partecipazione a corsi o al coinvolgimento di formatori esterni. Inoltre, i dipendenti possono imparare in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo.

Con il Think Tank TRANSIT la FSEA fa luce su argomenti relativi al futuro della formazione continua – fra cui l’influenza dell’IA e l’importanza dell’apprendimento autogestito. TRANSIT evidenzia peraltro alcuni problemi che certi utilizzatori dell’IA, abbagliati dall’entusiasmo, non dovrebbero ignorare. Tra questi, c’è la capacità di apprendere di per sé. La learning coach Katrin Piazza, per esempio, si imbatte ripetutamente in professionisti esperti che pure non appaiono capaci di apprendere da soli. Di fatto, spesso difettano di qualcosa di apparentemente banale come la capacità di lettura. “Le persone credono di potere leggere un testo specializzato come se fosse un romanzo. Ci investono molto tempo, ma non colgono l’essenziale”. In altri casi non riescono a incastrare le unità di apprendimento nella loro già rigidamente strutturata settimana lavorativa e a completarle nei tempi previsti. Alcuni, allo scadere del tempo disponibile, finiscono così per ritrovarsi davanti a una montagna di unità didattiche non completate.

Promuovere la capacità di apprendimento

Ciò non è soltanto frustrante, ma costituisce anche una fonte di stress. A chi ci si può rivolgere in una situazione del genere? Pochissimi sono in grado di ammettere le proprie incapacità di apprendimento, che essi stessi del resto spesso non comprendono, davanti ai propri superiori o ai responsabili delle risorse umane – tanto più per via del fatto che in un’azienda con una struttura organizzativa agile chi è più a suo agio con l’innovazione ottiene più facilmente riconoscimento e prestigio. Tuttavia, poiché la capacità di apprendimento sta diventando un prerequisito fondamentale per le stesse prestazioni lavorative, è indispensabile che essa venga incoraggiata.

Sarebbe ingenuo credere che le generazioni future porteranno una tale capacità con sé nello zainetto scolastico. Le scuole, di fatto, promuovono a malapena la capacità di apprendimento dei loro allievi. Prima o poi le aziende si renderanno conto che la formazione continua dei loro collaboratori deve fare un nuovo passo avanti, vale a dire: rafforzare le loro competenze di apprendimento. Si tratta di qualcosa di fondamentale, forse di un’abilità di base che semplicemente non è ancora stata riconosciuta nella sua importanza complessiva. I tempi sembrano tuttavia ormai maturi per rendersene conto.

Questo articolo è apparso per la prima volta nel supplemento speciale Weiterbildung & Karriere (Formazione continua e carriera) del Handelszeitung.