Le competenze digitali stanno diventando sempre più importanti per la partecipazione alla vita sociale. Tuttavia, non tutte le persone in Svizzera traggono uguale beneficio dalla digitalizzazione. Un nuovo rapporto del Consiglio federale evidenzia quali gruppi della popolazione sono particolarmente colpiti dall’esclusione digitale e quale ruolo riveste in questo contesto la formazione continua.
Le tecnologie digitali influenzano sempre più ambiti della vita: dal lavoro alle pratiche amministrative, dalle questioni sanitarie alla partecipazione sociale e politica. Allo stesso tempo, permangono notevoli differenze nell’accesso alle offerte digitali, nelle competenze necessarie e nella capacità di utilizzare le tecnologie digitali per le proprie esigenze.
Il Consiglio federale analizza questo «divario digitale» in un rapporto redatto in risposta al postulato Weber (23.3621). Indica come particolarmente a rischio le persone di età superiore ai 60 anni, quelle con un basso livello di istruzione o prive di una formazione post-obbligatoria, le persone in situazioni finanziarie precarie e coloro che svolgono attività non qualificate. Anche le persone con disabilità possono essere colpite dall’esclusione digitale. Per le persone della prima generazione di immigrati, in particolare, una lingua madre diversa può rappresentare un ulteriore fattore di rischio.
Il rapporto mette in guardia da una distinzione troppo semplicistica tra persone digitalmente esperte e persone digitalmente escluse. Spesso si verificano più fattori di rischio contemporaneamente e le competenze digitali all’interno dei singoli gruppi della popolazione variano notevolmente.
La formazione continua come leva per la partecipazione digitale
Per ridurre il divario digitale, la Svizzera persegue due approcci complementari. Da un lato, le offerte digitali devono essere progettate fin dall’inizio in modo da essere il più possibile prive di barriere. D’altro canto, le offerte di formazione iniziale e continua devono aiutare le persone ad acquisire le competenze digitali necessarie.
Una sfida fondamentale rimane quella di raggiungere effettivamente le persone con particolari esigenze di sostegno. Il Consiglio federale sottolinea quindi l’importanza dei moltiplicatori – ad esempio Organizzazioni ed esperti che hanno un contatto diretto con i gruppi target.
Le offerte di formazione continua dovrebbero inoltre essere il più possibile accessibili. Ciò comporta costi ridotti o nulli, una buona accessibilità geografica, orari dei corsi adeguati e informazioni di facile comprensione. Tali offerte richiedono tuttavia Risorse aggiuntive, poiché in alcuni casi le persone partecipanti devono essere contattate in modo mirato, informate e accompagnate già prima dell’inizio della formazione continua.
Non è prevista una nuova strategia nazionale
Il Consiglio federale giunge alla conclusione che esistono già numerose iniziative volte a promuovere le competenze digitali e a migliorare l’accessibilità alle tecnologie digitali. Il sistema attuale sarebbe sostanzialmente idoneo a rispondere alle diverse esigenze e agli sviluppi tecnologici, in particolare nel campo dell’intelligenza artificiale.
Il Consiglio federale non ritiene quindi necessario, al momento, elaborare una nuova strategia nazionale per l’inclusione digitale. Allo stato attuale non sono nemmeno previste misure o risorse finanziarie aggiuntive. Le misure già presenti dovrebbero essere portate avanti e, per quanto possibile, rafforzate nell’ambito delle strutture esistenti.
In vista della preparazione delle linee strategiche per il periodo 2028-2031, l’Amministrazione digitale svizzera (DVS) dovrà valutare, in che modo l’inclusione digitale potrà essere integrata nel proprio operato. La Confederazione intende continuare a collaborare con l’Alleanza svizzera per l’inclusione digitale (ADIS), anche per raggiungere meglio i gruppi target interessati.

