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FAQ aggiornate: effetti del Coronavirus sulla formazione continua

  • 15.09.2021

Le domande frequenti e le risposte (FAQ) sugli effetti del coronavirus sugli istituti svizzeri di formazione continua e sui formatori, sulle formatrici freelance.

La FSEA riporta le domande più frequenti sulla formazione continua e chiarisce con le autorità federali competenti le questioni aperte relative all'interpretazione dell’ordinanza Covid.

Può trovare maggiori informazoni nel dossier coronavirus.

 

D: L'insegnamento in presenza è attualmente consentito nella formazione continua?

R: Sì, l'insegnamento in presenza nella formazione continua è permesso. A partire dal 26 giugno, non ci sono più restrizioni relative alla capienza dei locali per la formazione continua; il limite del numero di partecipanti è stato eliminato.
Da lunedì 13 settembre 2021, l'obbligo del certificato si applicherà agli eventi al chiuso. In eventi ai quali sono ammesse solo persone con un certificato Covid, il requisito della mascherina non si applica.

Gli eventi di formazione continua con meno di 30 persone sono esenti dall’obbligo del certificato, purché siano gruppi "a composizione stabile" noti all’ente di formazione. Cosa si intenda esattamente per "a composizione stabile" non è ancora chiaro.

Ordinanza Covid-19 nella situazione particolare (valido dal 13.09.2021)

Rapporto esplicativo (stato 11.08.2021)

(cfr. sottolineature p. 29 e seguenti)

Rapporto esplicativo, modifica dell'8.09.2021

 

D: Cosa si intende per "gruppo a composizione stabile" secondo l'esenzione dell'articolo 14a?
R: Secondo l'UFSP, i seguenti gruppi sono considerati stabili:

  • Gruppi composti prima della formazione continua. Questi gruppi sono considerati “a composizione stabile” anche se si incontrano solo per un evento di formazione continua una tantum.
  • Gruppi che si formano nel contesto della formazione continua e si incontrano regolarmente in questa composizione.

I gruppi che sono di recente formazione e che si incontrano in questa composizione solo una volta (come di solito accade con un evento di formazione continua di un giorno) non sono considerati “a composizione stabile”. Pertanto, l'esenzione secondo l'art. 14a comma 1 non si applica a loro. In questi casi, entra in gioco l'obbligo del certificato.

 

D: Gli enti di formazione devono verificare i certificati?
R: Sì, gli enti di formazione sono obbligati a controllare i certificati. Un'app è disponibile per questo scopo. Informazioni più dettagliate sono a disposizione sul seguente documento dell'UFSP:

FAQ: Verifica dei certificati Covid (a partire dall'8 settembre 2021)

D: Quali regole si applicano alla formazione continua senza obbligo di certificato?
R: Per gli eventi che si svolgono senza obbligo di certificato, il requisito della mascherina e della distanza di 1,5 metri si applica ancora secondo le specifiche dei piani di protezione. Nei corsi in cui sono disponibili posti a sedere, i posti devono essere disposti o occupati in modo tale che un posto rimanga libero o che sia mantenuta una distanza equivalente tra i posti. Una distanza equivalente è la distanza creata dalla rimozione di un sedile o di una sedia dalla fila del setting abituale della sala.


D: Ci sono eccezioni all'obbligo d'indossare la mascherina?

R: Il requisito della mascherina si applica solo ai corsi di formazione continua senza obbligo di certificato. Si può rinunciare alla mascherina nei seguenti casi:

  • "le persone in istituti di formazione al di fuori della scuola dell’obbligo e del livello secondario II non devono portare la mascherina, se ostacola notevolmente l’assistenza o l’insegnamento (p. es. lezioni di logopedia)" (Rapporto esplicativo Art. 6, cap. 2c)
  • "le persone che si esibiscono, segnatamente gli oratori, ad esempio durante assemblee comunali o congressi." (Rapporto esplicativo Art. 6, cap. 2e)
  • Agli eventi a cui sono ammesse solo persone con certificati Covid, i requisiti di mascherina e distanza non si applicano (secondo il chiarimento della FSEA con l’UFSP).

 

D: I formatori devono essere in possesso di un certificato Covid quando sono impiegati in corsi di formazione continua che lo prevedono?
R : No. Tuttavia, secondo l'art. 25 dell'ordinanza, l’ente di formazione può richiedere un certificato come parte del suo dovere di cura come datore di lavoro. Se si applica il requisito del certificato ai formatori, l’ente di formazione deve offrire test regolari (ad esempio settimanali) o sostenere i costi dei test. Se l’ente di formazione intende verificare il possesso del certificato, deve registrarlo per iscritto e indicare le misure che ne derivano. I formatori o i loro rappresentanti devono essere consultati in anticipo.

 

D: Quali regole si applicano alla formazione continua interna alle aziende?
R: Secondo l'UFSP, le regole del mondo del lavoro si applicano alla formazione continua interna alle aziende, indipendentemente dalla sede (art. 25). Non è quindi obbligatorio avere il certificato.
In caso di certificato obbligatorio per un evento interno, la cui frequenza è consigliata, se non obbligatoria, e fa parte del lavoro, si deve considerare se tale misura è proporzionata o se misure protettive più blande (uso della mascherina requisito/distanza) potrebbe fornire una protezione adeguata.

 

D: Quali regole si applicano agli esami nella formazione continua?
R: Per gli esami nell’ambito della formazione continua, secondo l'UFSP, si applicano i requisiti generali delle manifestazioni. Quindi, in linea di principio, si applica un obbligo di certificato.

D: Dove posso trovare un modello di piano di protezione?
R: L’ordinanza sui provvedimenti per combattere l’epidemia di Covid-19 nella situazione particolare è una direttiva vincolante per l'elaborazione di piani di protezione per gli istituti di formazione continua privati. Sulla base di questa, la FSEA, in qualità di associazione mantello per la formazione continua, ha elaborato un piano di protezione generale per la formazione continua. Per gli istituti di formazione continua con patrocinio pubblico valgono i requisiti dei rispettivi Cantoni.

Piano di protezione generale FSEA, aggiornato al 23.07.2021

 

D: Il piano di protezione deve essere approvato?
R: No. Non è prevista l'approvazione dei piani di protezione da parte delle autorità cantonali o federali.

 

D: Gli enti di formazione continua possono richiedere l'assistenza per i casi di rigore?
R: Sì. Secondo le norme federali, un caso di rigore esiste se il reddito annuo dell’ente di formazione continua nel 2020 è inferiore al 60% della media del 2018 e del 2019 a causa delle misure obbligatorie anti Covid-19. A tal fine, l’ente deve aver realizzato in media almeno 50'000 franchi di fatturato nel 2018 e nel 2019. Per beneficiare dell’aiuto occorre inoltre che l’ente di formazione fosse redditizio prima dell'epidemia di Covid-19.

Anche le imprese che a partire dal 1° novembre 2020 hanno dovuto chiudere la loro attività per almeno 40 giorni su ordine delle autorità, sono da considerarsi casi di rigore senza dovere dare prova di un calo della cifra d’affari. Inoltre, si può tenere conto anche del calo della cifra d’affari registrato nel 2021. Il limite massimo per i contributi a fondo perduto viene aumentato al 20 per cento della cifra d’affari o a 750 000 franchi per impresa.

I Cantoni sono responsabili della messa in atto dei casi di rigore ed esaminano le richieste caso per caso. Pertanto, le richieste devono essere indirizzate al Cantone in cui l’impresa aveva la sua sede legale il 1° ottobre 2020.

FAQ Confederazione sui casi di rigore
Informazioni e contatti per i casi di rigore a livello cantonale

 

D: Le tasse del corso devono essere completamente rimborsate a causa di cancellazioni dovute al nuovo coronavirus?
R: Nel caso di un contratto di formazione continua fa testo il contratto bilaterale che si basa sulle prestazioni e sulle prestazioni reciproche. Se il cliente ha già pagato i costi del corso, ma non può beneficiare del servizio dell’ente di formazione o non può beneficiarne completamente - per motivi non imputabili al cliente - ha diritto al rimborso o al rimborso proporzionale dell'importo pagato. L’ente di formazione può apportare precisazioni e differenziazioni al riguardo nelle sue condizioni generali di contratto. In questa situazione eccezionale, la Fondazione per la tutela dei consumatori sconsiglia di trasferire il rischio di costo tel quel ai partecipanti al corso. Come scrive la Fondazione per la tutela dei consumatori, tali condizioni generali unilaterali non rappresentano solo una violazione della fiducia da parte dei clienti, se formulati in modo troppo unilaterale, potrebbero anche violare la legge sull'equità. La crisi dettata dal nuovo coronavirus rappresenta una situazione difficile per i fornitori di tutti i settori industriali. Si dovrebbero quindi cercare e offrire soluzioni alternative che dovrebbero essere prese in considerazione anche dai clienti. Tuttavia, il cliente ha comunque il diritto di richiedere il rimborso dei costi del corso se non può accettare la soluzione alternativa offerta. Ad esempio perché si trova all'estero nel periodo in cui viene riprogrammato il corso o se nelle nuove date in cui dovrebbe tenersi il corso deve subire un intervento medico pianificato.

 

D: Esiste un’assicurazione per la perdita del fatturato?
R: Per ogni caso, vale la pena di verificare se esiste una copertura assicurativa per i danni dovuti a una pandemia. L'assicurazione contro le epidemie offre comunque una copertura, anche se tale assicurazione è molto costosa e quindi probabilmente solo poche aziende l’hanno stipulata. L'assicurazione per l'interruzione dell'esercizio può anche fornire una copertura per le perdite derivanti da una pandemia, ma più spesso questo fattore di rischio è escluso da tale assicurazione. Se non ha già stipulato un’assicurazione in questo senso, potrebbe essere difficile assicurarsi contro il rischio associato al coronavirus.

Per saperne di più (in tedesco)

 

D: Cosa posso fare a breve termine come istituto di formazione continua per ridurre le conseguenze economiche?
R: Può richiedere un’indennità per lavoro ridotto per i dipendenti a tempo indeterminato (salario mensile o a ore). I lavoratori su chiamata hanno diritto all’identità di lavoro ridotto se il loro lavoro oscilla in media meno del 20%. Le domande devono essere presentate presso la sezione del lavoro del Canton Ticino.
Il termine di attesa è stato abolito. L’indennità per il lavoro ridotto potrà essere erogata anche ai dipendenti con un contratto a tempo indeterminato e a coloro che sono al servizio di un’agenzia di lavoro interinale.

FAQ-SECO Lavoro ridotto

Informazioni dalla SECO

L'ordinanza sul Coronavirus ha colpito duramente anche la formazione continua. Ma ci sono risposte a molte domande. (Immagine: Pixabay)