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FAQ aggiornate: effetti del Coronavirus sulla formazione continua

  • 14.04.2021

Le domande frequenti e le risposte (FAQ) sugli effetti del coronavirus sugli istituti svizzeri di formazione continua e sui formatori/formatrici freelance.

La FSEA riporta le domande più frequenti sulla formazione continua e chiarisce con le autorità federali competenti le questioni aperte relative all'interpretazione dell’ordinanza Covid.

Può trovare maggiori informazoni nel dossier coronavirus.

 

D: L'insegnamento in presenza è attualmente consentito nella formazione continua?

R: Sì, dal 19 aprile 2021, l'insegnamento in presenza nella formazione continua è di nuovo permesso con restrizioni. Nel suo comunicato stampa del 14 aprile, il Consiglio federale afferma:

«Con determinate restrizioni, l’insegnamento presenziale è di nuovo consentito anche al di fuori della scuola dell’obbligo e del livello secondario II, cioè in particolare nelle scuole universitarie e nei corsi per adulti. La partecipazione è limitata a 50 persone e a un terzo della capienza dei locali e vanno rispettati l’obbligo della mascherina e del distanziamento.»

 L'ordinanza Covid è stata adattata di conseguenza:

«Art. 6d Disposizioni particolari per gli istituti di formazione

1 Alle manifestazioni negli istituti di formazione si applica quanto segue:

a. le attività presenziali con più di 50 persone sono vietate;

b. può essere utilizzato al massimo un terzo della capienza dei locali in cui si svolgono le manifestazioni.

2 Le restrizioni di cui al capoverso 1 non si applicano:

a. alle scuole dell’obbligo e alle scuole del livello secondario II, compresi i per-tinenti esami;

b. alle seguenti attività se per il loro svolgimento è richiesta la presenza sul posto:

1. le attività didattiche che sono una componente indispensabile di un corso di formazione,

2. gli esami svolti nel quadro di cicli di formazione, nell’ambito della formazione professionale superiore o per conseguire un attestato ufficiale.

3 Per le attività presenziali al di fuori della scuola dell’obbligo vige l’obbligo di portare una mascherina facciale. Quest’obbligo non si applica:

a. alle persone di cui all’articolo 3b capoverso 2 lettera b;

b. alle situazioni in cui portare la mascherina complica notevolmente lo svolgimento della lezione.»

Come si intende la limitazione della capienza a un terzo dei locali è ancora aperta. La FSEA sta cercando un rapido chiarimento con la Confederazione.

Ordinanza Covid-19, 19.06.2020 (stato 14 aprile 2021)

Informazioni UFSP: Coronavirus – provvedimenti e ordonanze

 

D: Per formazione continua, come si applica la regola della limitazione della capienza a un terzo dei locali secondo l'art. 6d cpv. 1. b nella formazione continua?
R: Secondo la Confederazione, se i partecipanti sono seduti nelle aule e nelle sale per seminari e viene rispettata la regola della distanza di 1,5 metri, la limitazione della capienza di un terzo della sala è considerata soddisfatta.

Per i corsi in cui i partecipanti si muovono liberamente nelle aule, ci devono essere 10m2 per partecipante. Per le aule più piccole di 30m2, si applica una superficie minima di 6m2 per persona.

D: Gli esami possono essere svolti in presenza?
R: Sì, secondo l'UFSP e la SERFI gli esami possono essere effettuati in presenza per un massimo di 50 persone. Per gli esami si applica la regola generale delle manifestazioni (art. 6 dell’ordinanza) e non le disposizioni speciali per le attività didattiche (art. 6d dell’ordinanza). Si noti che alcuni Cantoni hanno ridotto il numero di persone ammesse alle manifestazioni. In questi casi si applicano le disposizioni del Cantone.

D: Dove posso trovare un modello di piano di protezione?
R: L’ordinanza sui provvedimenti per combattere l’epidemia di Covid-19 nella situazione particolare è una direttiva vincolante per l'elaborazione di piani di protezione per gli istituti di formazione continua privati. Sulla base di questa, la FSEA, in qualità di associazione mantello per la formazione continua, ha elaborato un piano di protezione generale per la formazione continua. Per gli istituti di formazione continua con patrocinio pubblico valgono i requisiti dei rispettivi Cantoni.

Piano di protezione generale FSEA, aggiornato al 03.11.2020

fileadmin/Dokumente/News/201105_Corona-PianoProtezioneFSEA.pdfModello del piano di protezione, versione del 03.11.2020

D: Il piano di protezione deve essere approvato?
R: No. Non è prevista l'approvazione dei piani di protezione da parte delle autorità cantonali o federali.

D: Gli enti di formazione continua possono richiedere l'assistenza per i casi di rigore?
R: Sì. Secondo le norme federali, un caso di rigore esiste se il reddito annuo dell’ente di formazione continua nel 2020 è inferiore al 60% della media del 2018 e del 2019 a causa delle misure obbligatorie anti Covid-19. A tal fine, l’ente deve aver realizzato in media almeno 50'000 franchi di fatturato nel 2018 e nel 2019. Per beneficiare dell’aiuto occorre inoltre che l’ente di formazione fosse redditizio prima dell'epidemia di Covid-19.

Anche le imprese che a partire dal 1° novembre 2020 hanno dovuto chiudere la loro attività per almeno 40 giorni su ordine delle autorità, sono da considerarsi casi di rigore senza dovere dare prova di un calo della cifra d’affari. Inoltre, si può tenere conto anche del calo della cifra d’affari registrato nel 2021. Il limite massimo per i contributi a fondo perduto viene aumentato al 20 per cento della cifra d’affari o a 750 000 franchi per impresa.

I Cantoni sono responsabili della messa in atto dei casi di rigore ed esaminano le richieste caso per caso. Pertanto, le richieste devono essere indirizzate al Cantone in cui l’impresa aveva la sua sede legale il 1° ottobre 2020.

FAQ Confederazione sui casi di rigore
Informazioni e contatti per i casi di rigore a livello cantonale

D: Le tasse del corso devono essere completamente rimborsate a causa di cancellazioni dovute al nuovo coronavirus?
R: Nel caso di un contratto di formazione continua fa testo il contratto bilaterale che si basa sulle prestazioni e sulle prestazioni reciproche. Se il cliente ha già pagato i costi del corso, ma non può beneficiare del servizio dell’ente di formazione o non può beneficiarne completamente - per motivi non imputabili al cliente - ha diritto al rimborso o al rimborso proporzionale dell'importo pagato. L’ente di formazione può apportare precisazioni e differenziazioni al riguardo nelle sue condizioni generali di contratto. In questa situazione eccezionale, la Fondazione per la tutela dei consumatori sconsiglia di trasferire il rischio di costo tel quel ai partecipanti al corso. Come scrive la Fondazione per la tutela dei consumatori, tali condizioni generali unilaterali non rappresentano solo una violazione della fiducia da parte dei clienti, se formulati in modo troppo unilaterale, potrebbero anche violare la legge sull'equità. La crisi dettata dal nuovo coronavirus rappresenta una situazione difficile per i fornitori di tutti i settori industriali. Si dovrebbero quindi cercare e offrire soluzioni alternative che dovrebbero essere prese in considerazione anche dai clienti. Tuttavia, il cliente ha comunque il diritto di richiedere il rimborso dei costi del corso se non può accettare la soluzione alternativa offerta. Ad esempio perché si trova all'estero nel periodo in cui viene riprogrammato il corso o se nelle nuove date in cui dovrebbe tenersi il corso deve subire un intervento medico pianificato.

D: Esiste un’assicurazione per la perdita del fatturato?
R: Per ogni caso, vale la pena di verificare se esiste una copertura assicurativa per i danni dovuti a una pandemia. L'assicurazione contro le epidemie offre comunque una copertura, anche se tale assicurazione è molto costosa e quindi probabilmente solo poche aziende l’hanno stipulata. L'assicurazione per l'interruzione dell'esercizio può anche fornire una copertura per le perdite derivanti da una pandemia, ma più spesso questo fattore di rischio è escluso da tale assicurazione. Se non ha già stipulato un’assicurazione in questo senso, potrebbe essere difficile assicurarsi contro il rischio associato al coronavirus.

Per saperne di più (in tedesco)

D: Cosa posso fare a breve termine come istituto di formazione continua per ridurre le conseguenze economiche?
R: Può richiedere un’indennità per lavoro ridotto per i dipendenti a tempo indeterminato (salario mensile o a ore). I lavoratori su chiamata hanno diritto all’identità di lavoro ridotto se il loro lavoro oscilla in media meno del 20%. Le domande devono essere presentate presso la sezione del lavoro del Canton Ticino.
Il termine di attesa è stato abolito. L’indennità per il lavoro ridotto potrà essere erogata anche ai dipendenti con un contratto a tempo indeterminato e a coloro che sono al servizio di un’agenzia di lavoro interinale.

FAQ-SECO Lavoro ridotto

https://www.arbeit.swiss/secoalv/it/home/menue/unternehmen/versicherungsleistungen/kurzarbeit.htmlInformazioni dalla SECO

L'ordinanza sul Coronavirus ha colpito duramente anche la formazione continua. Ma ci sono risposte a molte domande. (Immagine: Pixabay)